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10月1日

sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

Nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire dei manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti. Decide il cuore. E quanto decide è ciò che conta. Lo abbiamo provato tutti nella vita. In un qualche momento, tutti abbiamo esclamato fra le lacrime: “sto soffrendo per un amore per cui non vale la pena.”

Soffriamo perché pensiamo di dare più di quanto riceviamo. Soffriamo perché il nostro amore non è riconosciuto. Soffriamo perché non riusciamo a imporre le nostre regole.”

 

 

“Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi. Perché forse non sarà mai deluso, non avrà disillusioni, né soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma quando quell’uomo guarderà dietro di se, perché capita sempre di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: “che cosa ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i tuoi giorni? Le hai sotterrate in una fossa profonda, perché avevi paura di perderle. Allora la tua eredità e questa: la certezza di aver sprecato la tua vita.”

 

 

“avrei potuto”: non riusciremo mai a comprendere il significato di questa frase. Perché in ogni momento della nostra vita ci sono cose che sarebbero potute accadere, ma che alla fine non sono avvenute. Ci sono istanti magici che passano inosservati quando, all’improvviso, la mano del destino muta il nostro universo.”

 

 

“A volte siamo preda di una sensazione di tristezza che non riusciamo a controllare, intuiamo che l’istante magico di quella giornata è passato e noi non abbiamo fatto niente…”

 

 

“voglio darti una cosa,” ha detto lui, consegnandomi un pacchettino rosso. L’ho aperto subito. Dentro c’era una medaglia vecchia e arrugginita, con la Madonna delle Grazie da un lato e il Sacro Cuore di Gesù dall’altro. “era tua,”  ha detto, vedendo la mia espressione di sorpresa.

Il mio cuore ha ricominciato a inviarmi segnali d’allarme.

 “era autunno, come adesso, e avevamo forse una decina d’anni. Ero seduto con te nella piazza dove c’è la grande quercia. Stavo per dirti qualcosa, qualcosa che provavo da settimane. Appena cominciai, mi dicesti di aver perduto la tua medaglia nella cappella di San Saturnino e mi chiedesti di andarla a cercare.”

Me ne ricordavo. Ah, Dio se me ne ricordavo!

“Riuscii a trovarla. Ma, tornato nella piazza, non ebbi più il coraggio di dirti quello che mi ero ripetuto tante volte,” ha proseguito. “Allora promisi a me stesso che ti avrei riconsegnato la medaglia solo quando avessi potuto completare la frase che avevo iniziato. E’ accaduto quasi vent’anni fa. Per molto tempo, ho tentato di dimenticare, ma quella frase era sempre presente. Non posso più vivere tenendomela dentro.”

Ha finito il caffé, si è acceso una sigaretta e ha fissato a lungo il soffitto. Poi si è rivolto a me.

“la frase è molto semplice,” ha detto. “io ti amo.”

 

 

“nella vita reale è necessario che l’amore sia possibile. Anche se non c’è un riscontro immediato, l’amore riesce a sopravvivere solo quando esiste la speranza, sia pur lontana, che conquisteremo la persona amata. Il resto è fantasia

 

 

                         bacini sbavosi....Gigo...